13 giugno 2013

Giovani e legalità

Giovani e legalità. Un binomio fondamentale per una seria diffusione della cultura del rispetto, della sincerità, dell'aiuto reciproco, della verità, della libertà.
Ho sempre ritenuto che per cambiare veramente le cose si debba innanzitutto cambiare la mentalità delle persone. È la mentalità intrinseca a noi che distorce la realtà, sono i processi con i quali analizziamo il mondo che modificano il mondo stesso.
È veramente difficile ormai insegnare ad un adulto, ben inserito in un determinato contesto sociale, il valore della legalità e come questo possa e debba essere diffuso. Un po' come un capillare morto che non riesce a trasmettere il sangue, piccolo impulso vitale che contribuisce egli stesso, seppur in minima parte, alla soppravvivenza dell'essere umano.
Ebbene però i giovani non sono capillari morti. I giovani sono dei vasi sanguigni che pompano e trasmettono in ogni istante stimoli ed energia agli altri componenti della società. E' proprio su questo che dobbiamo puntare: il legame tra le persone. Se riusciamo ad insegnare ad un bambino che picchiare un coetaneo più fragile è una forma di sopruso allora quel bambino insegnerà ad altri amici che quel gesto non deve essere fatto. Uguale per il giovane che spaccia, per il ragazzo che estorce denaro ai più deboli. E' il troppo buonismo che spesso vincola e segna un futuro meno agile ma più propenso all'illegalità.
Il primo passo per prevenire è educare.
Ogni volta davanti ad intere platee di studenti mi ritrovo a fare sempre lo stesso discorso: dico loro di immaginare per un istante un mosaico, composto da migliaia e migliaia di piccoli tasselli uguali tra loro, ma ciascuno di essi caratterizzato da una peculiarità individuale che lo differenzia dagli altri, ma che allo stesso tempo lo rende parte integrante di un grande disegno. Se un solo tassello si rompesse ecco che allora tutto il mosaico perderebbe senso, significato. Se invece ogni quadratino, nel suo piccolo, fosse una componente ben fatta allora solo in quella circostanza il mosaico riacquisterebbe il suo significato.
Noi giovani dobbiamo essere come quei tasselli, non più di un mosaico ma della società, in grado di diffondere al nostro vicino, al nostro amico, al nostro compagno la logica e la cultura della legalità e del rispetto.
LUCA ERBIFORI