20 maggio 2012

La mia intervista in merito all'attentato di Brindisi

L'Arena del 20/05/2012 pagina 7 Zoom Foto

Solidarietà da tutti gli studenti

CONSULTA PROVINCIALE. Il presidente Erbifori propone un minuto di silenzio per la vittima
«È stato un atto crudele colpire una scuola. Siamo stupiti e indignati. Che senso ha tutto questo?»


Un minuto di silenzio, al suono della prima campanella martedì mattina, al rientro dopo un giorno di stop delle lezioni in concomitanza con la festività di San Zeno. Lo ha proposto, a caldo, da Luca Erbifori, presidente provinciale della Consulta degli Studenti per ricordare l'attentato di ieri davanti all'istituto di Brindisi, che è costato la vita a una studentessa e ha provocato il ferimento di alcuni compagni. «Vogliamo in questo modo esprimere la nostra solidarietà alle vittime e ai ragazzi di quella scuola», afferma lo studente dell'istituto Lavinia Mondin, appena avuto notizia dell'accaduto. «Nei giorni scorsi anche a Verona si è discusso di criminalità organizzata con diverse iniziative, è stata in città anche la carovana antimafia, che oggi era a Brindisi: avrebbe potuto accadere davvero ovunque, ecco perché vogliamo testimoniare la nostra vicinanza». Nonostante l'attentato sia avvenuto di prima mattina, infatti, la notizia si è immediatamente diffusa nelle aule degli istituti veronesi, dove docenti e ragazzi quasi ovunque hanno improvvisato dibattiti sul tema. «Grazie al pc che abbiamo in classe, il nostro insegnante ha proiettato i tg che diffondevano dettagli sulla notizia», spiega Erbifori. E subito, dopo lo choc iniziale dei giovani, si è lasciato spazio alla discussione. «Quello che è parso più strano e più crudele è pensare che l'obiettivo potessero essere una scuola e dei ragazzi innocenti. Ci chiediamo davvero il senso di tutto questo». Stupore, indignazione, ma anche paura tra gli studenti veronesi, alcuni dei quali, giusto martedì, partiranno alla volta di Palermo nell'ambito dell'iniziativa «La nave della legalità», che martedì 22 maggio salperà da Civitavecchia e Napoli con destinazione Palermo, per portare il giorno successivo 2.600 studenti di tutta Italia alla commemorazione del ventesimo anniversario della strage di Capaci. Cinque le scuole venete aderenti a questo percorso di educazione alla legalità, organizzato e promosso dal Ministero dell'Istruzione, e dalla Fondazione «Giovanni e Francesca Falcone», tra cui due istituti superiori veronesi: sei studenti e due accompagnatori del professionale «Giorgi» e un gruppo del «Lavinia Mondin». «Ora questi ragazzi hanno paura, temono che possa ripetersi qualcosa del genere, ma sono convinti a partire lo stesso», conclude Erbifori. «Noi che resteremo qui, avremo un pensiero in più anche per loro: ci auguriamo che le misure di sicurezza siano davvero adeguate».E.P.

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