14 aprile 2012

L'Italia delle tasse porta al fallimento. Quando keynes formulò la teoria del deficit-spending

Accise su accise, imu, addizionale irpef, aumento luce, aumento gas, aumento autostrade e adesso anche 5 (nuovi) centesimi al litro di benzina per la "tassa sulle disgrazie"... a quanto pare però l'unica vera disgrazia è Monti. Le manovre del governo fino ad ora hanno sempre mirato ad aumentare le tasse mentre i tagli e i piani di rilancio sono stati veramente pochissimi, se non inesistenti. C'è una bellissima teoria economica che a me piace molto: la teoria dell'economista Keynes che consiste nell'aumentare il debito pubblico per investire, anzi, iniettare denaro nel sistema per rilanciare settori e piani di crescita. E' comunemente chiamata politica del "deficit spending" e cioè si crea deficit per una prospettiva economica di lungo periodo. Come si fa a rilanciare l'economia di un paese se gli stipendi si abbassano, la disoccupazione aumenta e le tasse raggiungono limiti esorbitanti? La storia ci ha insegnato che i piani di austerity (di risparmio) non hanno mai funzionato, l'Italia e l'Europa però questo l'hanno già dimenticato.

3 COMMENTI:

Anonimo ha detto...

IL fatto è che la politica del Deficit Spending ci ha portati a questo punto!.

Luca ha detto...

C'è spending e spending... Di certo bisogna avere un buon criterio di spesa!

Anonimo ha detto...

condivido troppe tasse non ci sara ripresa ma i burocrati i cervelloni della finanza mi sa perche' loro prendere 10.000 euro in meno per loro va sembre bene ma per una persona che prende 1000 euro,e ne lascia 500 di tasse, muore
diventa cattivo divenda evasore,non va a votare,e se puo fare la rivoluzione e il primo in prima fila attenzioni politici la rivoluzione francese e vicina.sono arrabiatissimo.......

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