11 febbraio 2012

Il mio intervento per il Giorno del Ricordo

Verona - 8 gennaio 2012


Cari amici e care amiche,

sono felice di potervi salutare in occasione di questa importantissima giornata: il Giorno del Ricordo.
Ho iniziato il mio intervento con un'espressione semplice e poco formale perchè davanti a me ho 700 studenti, miei coetanei!

Ma a cosa serve il ricordo? Il ricordo serve per costruire un futuro migliore, serve per far comprendere a noi giovani di oggi gli errori che non devono essere più commessi. Per ricordare però le scuole non devono limitarsi a far studiare ai propri studenti le pagine dei libri, bensì le pagine di storia devono essere vissute, i ragazzi si devono recare nei luoghi che sono passati alla Storia, quali monumenti e località significative.
Ritornare sui luoghi che hanno caratterizzato eventi importanti significa analizzare con spirito critico il passato e guardare al futuro con occhi diversi, con l'ottimismo di un avvenire migliore.

Il rispetto delle persone è il primo obiettivo che una società si deve porre e questo rispetto fondamentale, sancito oggi dalla Costituzione e dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo dell'Onu, nel passato come nel presente spesso viene trascurato.

Con la Giornata del Ricordo vogliamo infatti riportare alla luce le atrocità che tra gli anni 1943 e 1945 sono state commesse ai danni della popolazione italiana della Venezia Giulia e della Dalmazia in nome di una pulizia etnica. Pensate, in quella tragica occasione furono uccisi dall'esercito comunista di Tito decine di migliaia di persone che avevano una sola colpa: essere italiani. Le vittime venivano fatte marciare per lunghi chilometri in condizioni deplorevoli, venivano torturate, massacrate e mutilate. Molti prigionieri vennero legati tra loro e gettati nelle foibe, delle concavità naturali, e gli esecutori del massacro per essere certi della ben riuscita dell'operazione lanciavano alcune granate all'interno del terreno per togliere la vita agli ultimi sopravvissuti.

E' da sottolineare il fatto che le vittime della guerra non sono solamente gli uomini in divisa ma anche le popolazioni civili innocenti che vengono spazzate via dall'odio verso il diverso, verso lo straniero.

Questo convegno rientra nei percorsi di cittadinanza e costituzione della Consulta provinciale degli Studenti di Verona affinché i giovani non dimentichino mai queste atrocità. Ecco perché porterò l'esperienza di questo convegno anche al Consiglio Nazionale delle Consulte che si terrà a Roma nel mese di Marzo con la dottoressa Tiberio e Andrea Wegher.

Questa è storia e sulla storia non bisogna compiere discussioni di ideologie ma di fatti.
La storia è come un grande libro nel quale ciascuno di noi scrive una pagina ma per essere scritto accuratamente non si devono commettere nuovamente errori perché gli errori sono già stati commessi!

Luca Erbifori

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