5 gennaio 2012

Equitalia e i provvedimenti da usura

Tratto da IlGiornale.it 

Il signor Giuseppe De Vecchi, che ha scritto qui al Giornale, un imprenditore di Milano, trent’anni di attività, per sei anni ha mandato lettere all’Inps per contestare dei contributi senza mai ottenere una risposta. Finché un giorno Equitalia, senza preavviso, gli ha ipotecato la casa. Lo Stato non paga mai, o lo fa con ritardi intollerabili (chiedete alle aziende a cui deve ancora 90 miliardi), ma se ritardi tu sei rovinato. La signora Maria Rita Mura, sassarese e titolare di una ditta, la Sarda Semafori Snc, ha rateizzato l’Iva e ha ritardato un pagamento di un giorno, un solo giorno. Subito è entrata in scena la terrificante Equitalia. «Mi hanno trattata peggio di un evasore» racconta ancora sotto shock al cronista di Sassari Notizie. Perché? Perché per quelle 24 ore di ritardo le hanno fatto pagare in più 9mila euro! Incredibile ma tragicamente vero. A Genova una famiglia con tre bambini si è vista mettere l’appartamento all’asta per un debito di 15mila euro. A una signora di Roma (fonte Associazione Noi Consumatori), per una cartella esattoriale di 50 euro (multa) Equitalia ha disposto il fermo amministrativo dell’auto. L’auto ti serve per lavorare? Te la bloccano lo stesso. Al signor Nunzio, che fa l’autista da una trentina d’anni, è capitato di prendere un po’ di multe. «Il mio titolare non le ha pagate e l’importo dovuto a Equitalia è cresciuto fino a 19.500 euro» racconta a Lettera43. Ma questo non sarebbe nulla, il fatto è che Equitalia gli ha pignorato la casa, l’ha messa all’asta e l’ha venduta senza nemmeno fargli una telefonata. Lui l’ha scoperto quando ha bussato l’ufficiale giudiziario con carabineri e i nuovi proprietari. Bello no? Il fermo amministrativo di mezzi, anche da lavoro, riguarderebbe - dice il sito Agoravox - oltre 6 milioni di autoveicoli. Se poi si viene beccati a guidare nonostante il fermo, non importa che si debba lavorare, fanno 2.500 euro di multa immediata. Oppure, a scelta, un’altra cartella. Un girone infernale.
Il motto di Equitalia è «Per un Paese più giusto». Sarà, ma Francesco, 46 anni, licenziato, bimba a carico, «s’è visto ipotecare il mini-appartamento per non aver pagato il canone Rai», racconta Elena Polidori nel suo Resistere a Equitalia (Aliberti editore). Altra storia da ghiacciare il sangue è quella di Mauro Bordis, 58 anni, artigiano e restauratore di Moncalieri. Per 6mila euro gli hanno ipotecato casa e tolto i fidi. «Le case non si toccano – singhiozzava il poveretto - non si può fare ammalare così la gente». È morto d’infarto poco dopo, lottando con le scartoffie di Equitalia. «Un caso fra migliaia, storie di piccoli imprenditori che non hanno evaso il Fisco - scrive la Polidori - ma che la crisi ha messo nelle condizioni di non riuscire a pagare subito i debiti con lo Stato». Hanno mandato una preavviso di ganasce persino a una onlus torinese che si occupa di malati di cancro, per 3mila euro di debito per tasse rifiuti...

2 COMMENTI:

Michelangelo Di Stefano ha detto...

Stiamo vivendo una situazione paradossale. Sudditi anziché cittadini. Occorre modificare un sistema completamente privo di senso logico

gaz ha detto...

Vale la pena riportare:
Approvata al Senato la mozione presentata da Rutelli e dal gruppo parlamentare Terzo Polo .

Contiene impegni concreti per la lotta all'evasione, perché non siano vessate piccole imprese e contribuenti, per accelerare i pagamenti della pubblica amministrazione, e per la trasparenza di organizzazione, consulenze, assunzioni, equanimità nelle riscossioni da parte di una struttura pubblica che ricava e spende oltre un miliardo di euro all'anno in base ad un aggio molto elevato.

Il testo completo su http://www.alleanzaperlitalia.it/index.php?option=com_content&view=article&id=3591%3Aequitalia-presentata-mozione-al-senato-per-riforma-e-trasparenza&catid=27%3Asenato&Itemid=112

http://www.facebook.com/pages/Francesco-Rutelli/8501871307

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