10 settembre 2011

A scuola senza bus (e senza sicurezza)

VERONA - Lunedì inizieranno le scuole e l'Atv taglia i bus e aumenta del 20% i biglietti. Insomma, per chi ha disponibilità economica si tratta di un piccolo aumento ma per chi fa fatica ad arrivare a fine mese il problema è molto più grosso. Come viene garantita l'istruzione in uno stato civile deve essere garantito anche il trasporto che porti la persona ad istruirsi. L'anno scorso mi ero battuto pesantemente su questo tema e infatti ho fatto sentire la mia voce su questo blog, su Il Gardesano e su L'Arena. Al tempo ho avuto l'occasione di incontrare Mazzi il quale mi aveva detto che ormai la provincia è senza soldi e sono dunque i comuni che devono pagarsi i trasporti autonomamente. Ma usando un minimo di intelletto umano, come possono i comuni coprire le spese dei trasporti pubblici? Ogni autobus può passare da un paese e saltarne altri, fermarsi qui e non là, dunque è difficile calcolare una cifra standard con la quale i diversi comuni dovrebbero pagare questo servizio. Se poi tenti di parlare con il sindaco di Bardolino di trasporti provinciali e lui risponde in merito al trasporto disabili paesano, la missione costruttiva del mio intento mi è sembrata impossibile. Ricordo alle istituzioni e ai big dell'Atv che sugli autobus non è garantita nemmeno la sicurezza dei propri clienti: ci sentiamo merci trasportate e ammassate in luoghi sudici e puzzolenti. Non capita raramente che qualche persona resti in città al freddo in attesa di un autobus che la porti a casa perchè quello appena passato era troppo affollato. Altre volte ho assistito alla scena di ragazzi chiusi tra le porte degli autobus, altri investiti sui piedi perchè la banchina della fermata era troppo affollata. Insomma, della nostra sicurezza a nessuno interessa.

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