22 ottobre 2010

Intervista al geologo Giulio Caso

Di seguito è pubblicata l'intervista fatta da me a Giulio Caso, un esperto geologo di Nocera. Ci risponderà solamente a poche domande ma che chiariranno sicuramente in modo esaustivo le vostre idee.

Luca : Ciao Giulio, grazie di essere qui per poter così rispondere a qualche semplice domanda capace di chiarire efficacemente le idee dei nostri lettori.
Iniziamo subito:  Ci può spiegare esattamente in che cosa consiste il lavoro del geologo? Probabilmente molti nostri lettori sanno solamente vagamente cosa vuol dire esercitare questa professione...

Giulio Caso: La funzione del Geologo è quella di  reperire ed utilizzare  le risorse naturali necessarie allo sviluppo, di garantirne la tutela e la  fruibilità nel tempo e di attendere alla sicurezza territoriale. In altre parole, il Geologo è uno degli intermediari  tra l’uomo e l’Ambiente. Il Geologo è, quindi, a pieno titolo, un tecnico ed uno studioso della Terra che  si inserisce  nel  complesso evolversi del rapporto uomo-ambiente, con una decisiva funzione sociale. La professione è in rapida evoluzione.I settori occupazionali di riferimento sono molteplici:- La libera professione. - La pianificazione ed il governo del territorio. - Le amministrazioni e gli Enti Pubblici. - Le imprese che operano nei campi delle georisorse. - Le imprese di costruzione. - La protezione civile.

 Luca: Crede che gli ultimi disastri ambientali -come per esempio terremoti, alluvioni e uragani- siano solamente episodi sporadici oppure è la Terra che ci vuol far capire qualcosa?

 Giulio Caso: Le alluvioni, i terremoti, le eruzioni vulcaniche, le frane, le variazioni climatiche ecc. hanno, spesso, messo a rischio sopravvivenza molte forme di vita sulla Terra e le stesse civiltà dell'uomo. Vi sono sempre stati processi alterativi. E' l'aumento delle concentrazioni urbane che rende sempre più a rischio determinati territori, specie quando non si effettua una corretta pianificazione ambientale ed una valutazione della compatibilità geologica di alcune opere.Un collega geologo si è, amaramente, “divertito” a scrivere la “ricetta” per produrre, ad esempio, il dissesto idrogeologico.- Inserisci in un contesto naturale opere infrastrutturali inadeguate;Una cementificazione degli alvei ,un aumento della superficie impermeabile con dissennata edilizia, in modo da ridurre la quantità d’acqua che naturalmente dovrebbe infiltrarsi nel sottosuolo; una riduzione di aree boschive e acqua quanto basta. Il prodotto finale si chiama, appunto, dissesto idrogeologico.

Luca: E' possibile prevenire eventi catastrofici come questi? Se si, in che modo?

Giulio Caso: E’ possibile, basta CONOSCERE, PREVEDERE e PREVENIRE
 Iniziative tendenti a darci una completa conoscenza del territorio e quindi delle sue caratteristiche idrogeologiche, geomorfologiche, meteorologiche, archeologiche e storico-ambientale, devono essere coordinate da un unico “Centro” di riferimento, un Archivio Unico Territoriale, esaustivo, per quanto è possibile, ed aggiornato su tutte le problematiche territoriali incombenti sul territorio. Ognuno può fare la sua parte; l’importante è la condivisione dei risultati.
La conoscenza e le elaborazioni delle informazioni assunte, permetterà di approntare anche adeguate politiche di intervento dopo aver meglio compreso le motivazioni che hanno caratterizzato il sorgere ed il permanere di un insediamento, in armonia con il territorio, in una continuità temporale a misura d’uomo e della natura.
Una “Banca Dati Territoriale” , quindi, in cui siano registrati tutti i dati possibili, attualmente dispersi fra numerosi enti: Comunità Montane, Consorzi, Enti locali, Autorità di Bacino, ENEL, FF.SS, Privati, Università, Varie Associazioni, Ministeri ecc.    La mancanza di un’unica banca dati darà sempre luogo a diversificazioni interpretative e quindi ad incomprensioni sul modo di agire per il fatto stesso di avere informazioni di parte e non complete. La Terra è sempre riuscita, fin’ora, a riequilibrarsi, però dalla seconda metà del secolo XX, l’uomo ha creato una mole così vasta di interferenze sull’ambiente esterno da mettere in crisi le possibilità di riequilibrarsi. Le soluzioni a problemi così generali, purtroppo, vanno ricercate, in gran parte, nelle scelte che si fanno a livello planetario, ma sono anche rilevanti le scelte che si fanno tutti i giorni e la cultura ambientale che riusciremo a trasmettere alle future generazioni.

Ringrazio Giulio Caso per la collaborazione.

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