26 gennaio 2012

L'Arena - 26/1/2012 - I ragazzi non sanno come evacuare

(...) CONSULTA. Intanto Luca Erbifori, presidente della Consulta provinciale degli studenti di Verona, fa presente che «è da cinque mesi che nelle scuole veronesi non viene fatta una prova di evacuazione. Eppure la legge prevede che nel giro di un anno scolastico di prove del genere se ne debbano fare almeno tre. Quello che è successo oggi (ieri per chi legge, ndr) potrebbe ripetersi e con conseguenze imprevedibili. Si è visto che cosa può suscitare un'ondata di panico come quella che si è diffusa per qualche ora in città». Per questo, spiega Luca Erbifori, «è stata realizzata nell'ambito della Consulta una commissione di sicurezza ed edilizia proprio per individuare eventuali problemi nelle scuole. Ci impegneremo a promuovere la cultura della sicurezza. E il primo passo è essere consapevoli delle vie di fuga presenti in un edificio». È necessario però che il ritorno nelle aule scolastiche avvenga solo quando tutti gli edifici siano dichiarati sicuri, conclude Erbifori. «Non si può mettere a repentaglio la vita di migliaia di studenti. Ecco perchè l'educazione alla sicurezza rimarrà ancora una nostra priorità».

25 gennaio 2012

Verona, studenti a casa

Tutte le scuole ubicate nel territorio del Comune di Verona resteranno chiuse nella giornata di domani, per consentire di effettuare i rilievi tecnici necessari a verificare la presenza di eventuali lesioni strutturali, che possano compromettere la sicurezza degli edifici. Lo dispone un’ordinanza firmata oggi dal Sindaco Flavio Tosi, in considerazione dello sciame sismico di rilevante entità, che nella notte tra il 24 e il 25 gennaio ha interessato il nord Italia e anche la città di Verona. La chiusura riguarda tutti gli asili nido e tutte le strutture scolastiche, sia pubbliche che private, del territorio comunale. Nella giornata di domani sarà attivo per informazioni il numero verde gratuito 800 202525; è possibile anche contattare l'Ufficio Relazioni con il Pubblico al numero 045-8078500 (numero di ingresso con più linee) in orario 9-13 e 15-17.

Scuole evacuate a Verona, ora servono certezze prima di rientrare in aula

E' panico nelle vie e nelle scuole della città: dopo diverse scosse di terremoto gli studenti hanno evacuato gli istituti scolastici affollando piazze e strade. La Provincia non ha diramato però nessun ordine di evacuazione e la Protezione Civile sta analizzando i dati relativi all'intensità e alla pericolosità dell'evento sismico.

E' necessario però che il ritorno nelle aule scolastiche avvenga solo nel caso in cui tutti gli edifici siano dichiarati sicuri, non possiamo mettere a repentaglio la vita di migliaia di studenti. Questo pomeriggio resterò in contatto con le autorità per sottolineare il fatto che pochissime scuole hanno effettuato prove di evacuazione durante gli ultimi mesi.

Il Presidente della Consulta degli Studenti

Luca Erbifori

13 gennaio 2012

Limitazione di cilindrata per i neopatentati, una rapina alle famiglie italiane

Dal 9 febbraio 2011 chi ha conseguito la patente di guida non può usare una macchina troppo potente, la legge lo proibisce. Se sei un diciottenne e i tuoi genitori hanno una macchina che supera i 55 Kw di potenza a tonnellata non potrai guidare la loro auto. Una legge che, per le famiglie in difficoltà e non, appare come una rapina alle proprie finanze: si è obbligati ad acquistare un'auto più piccola, meno potente e di conseguenza meno robusta per soddisfare le esigenze dell'economia italiana. Questa legge sembra in effetti un invito a comprare macchine del marchio Fiat, la casa automobilistica italiana che detiene sul mercato la maggior parte dei modelli adatti alla guida dei neopatentati. Tra le più vendute della casa Fiat è la 500 una macchina femminile, piccola che assomiglia ad una scatoletta di tonno: un banale incidente si può trasformare in una vera e propria tragedia. La cazzata di questa legge? Beh, dopo un solo anno puoi ritornare a guidare l'auto potente che magari usavi quando eri in possesso del foglio rosa (prima di prendere la patente la puoi utilizzare!). Questa legge grava in maniera troppo pesante sulle famiglie italiane e forse i parlamentari incompetenti che l'hanno approvata non se ne sono resi conto.

La legge:
"(...) ai titolari di patente di guida di categoria B, per il primo anno dal rilascio, non e' consentita la guida di autoveicoli aventi una potenza specifica, riferita alla tara, superiore a 55 kW/t.  Nel caso di veicoli di categoria M1 (autovetture), si applica un ulteriore limite di potenza massima pari a 70 kW".

08 gennaio 2012

Equitalia uccide - testimonianze di piccoli imprenditori

Equitalia uccide. Non è un ossimoro o un'esagerazione ma è la verità. Il mio blog continua a pubblicare testimonianze di piccoli imprenditori che non riescono più a vivere. Ecco qui delle testimonianze mandate in onda dalla trasmissione Servizio Pubblico.

07 gennaio 2012

La strage “antifascista” da non dimenticare

Il 7 gennaio 1978 è un sabato, a Roma si vedono ancora le ultime luminarie natalizie. In via Acca Larenzia, una piazzetta di circa 300 metri quadri, c’è una sezione del Msi aperta a metà degli anni ’70. Quel giorno, in quella sede, i giovani missini sono intenti a preparare volantini per un concerto del gruppo di musica alternativa di destra Amici del Vento. La maggior parte del gruppo esce dalla sezione alle 18 per andare a volantinare con altri militanti in piazza Risorgimento.

05 gennaio 2012

Equitalia e i provvedimenti da usura

Tratto da IlGiornale.it 

Il signor Giuseppe De Vecchi, che ha scritto qui al Giornale, un imprenditore di Milano, trent’anni di attività, per sei anni ha mandato lettere all’Inps per contestare dei contributi senza mai ottenere una risposta. Finché un giorno Equitalia, senza preavviso, gli ha ipotecato la casa. Lo Stato non paga mai, o lo fa con ritardi intollerabili (chiedete alle aziende a cui deve ancora 90 miliardi), ma se ritardi tu sei rovinato. La signora Maria Rita Mura, sassarese e titolare di una ditta, la Sarda Semafori Snc, ha rateizzato l’Iva e ha ritardato un pagamento di un giorno, un solo giorno. Subito è entrata in scena la terrificante Equitalia. «Mi hanno trattata peggio di un evasore» racconta ancora sotto shock al cronista di Sassari Notizie. Perché? Perché per quelle 24 ore di ritardo le hanno fatto pagare in più 9mila euro! Incredibile ma tragicamente vero. A Genova una famiglia con tre bambini si è vista mettere l’appartamento all’asta per un debito di 15mila euro. A una signora di Roma (fonte Associazione Noi Consumatori), per una cartella esattoriale di 50 euro (multa) Equitalia ha disposto il fermo amministrativo dell’auto. L’auto ti serve per lavorare? Te la bloccano lo stesso. Al signor Nunzio, che fa l’autista da una trentina d’anni, è capitato di prendere un po’ di multe. «Il mio titolare non le ha pagate e l’importo dovuto a Equitalia è cresciuto fino a 19.500 euro» racconta a Lettera43. Ma questo non sarebbe nulla, il fatto è che Equitalia gli ha pignorato la casa, l’ha messa all’asta e l’ha venduta senza nemmeno fargli una telefonata. Lui l’ha scoperto quando ha bussato l’ufficiale giudiziario con carabineri e i nuovi proprietari. Bello no? Il fermo amministrativo di mezzi, anche da lavoro, riguarderebbe - dice il sito Agoravox - oltre 6 milioni di autoveicoli. Se poi si viene beccati a guidare nonostante il fermo, non importa che si debba lavorare, fanno 2.500 euro di multa immediata. Oppure, a scelta, un’altra cartella. Un girone infernale.
Il motto di Equitalia è «Per un Paese più giusto». Sarà, ma Francesco, 46 anni, licenziato, bimba a carico, «s’è visto ipotecare il mini-appartamento per non aver pagato il canone Rai», racconta Elena Polidori nel suo Resistere a Equitalia (Aliberti editore). Altra storia da ghiacciare il sangue è quella di Mauro Bordis, 58 anni, artigiano e restauratore di Moncalieri. Per 6mila euro gli hanno ipotecato casa e tolto i fidi. «Le case non si toccano – singhiozzava il poveretto - non si può fare ammalare così la gente». È morto d’infarto poco dopo, lottando con le scartoffie di Equitalia. «Un caso fra migliaia, storie di piccoli imprenditori che non hanno evaso il Fisco - scrive la Polidori - ma che la crisi ha messo nelle condizioni di non riuscire a pagare subito i debiti con lo Stato». Hanno mandato una preavviso di ganasce persino a una onlus torinese che si occupa di malati di cancro, per 3mila euro di debito per tasse rifiuti...